Mi è capitato di cenare in uno di quei ristoranti che lasciano in consultazione ai commensali qualche strano testo :): mi sono quindi ritrovato a leggere “Il cuoco piemontese perfezionato a Parigi”, stampato a Torino nel 1766: a parte la mia prevedibile reazione pavloviana :) è sempre bello leggere una qualche versione d’italiano remoto; certo le emozioni per me non son state le stesse del Milione ma la bellezza della nostra lingua continua a stupirmi.

il ristorante come si chiama?
“Al Fujot” (Luserna San Giovanni)