Concluderò questo post con due domande non retoriche: prima però voglio descrivere le due principali situazioni nelle quali mi sono trovato a che fare con l’accessibilità.
- Accessibilità urbana
- Anni fa, nel mio breve periodo da obiettore, venni assegnato al cosiddetto “accompagnamento disabili”: a seconda dei casi si trattava, tra le altre cose, di alzarli dal letto o coricarli, accompagnarli per Torino o, quando l’ascensore era guasto o impossibile da prendere, su per le scale (con il cingolato oppure a braccia). Escludendo i disabili in grado di camminare, ho praticamente sempre usato il taxi: il Comune di Torino dava loro dei “buoni” e loro, giustamente, li usavano. GTT a Torino ha fatto davvero tanto, ad esempio “attrezzando 200 fermate di autobus e tram”. Sono sicuramente stato sfortunato in questi quindici anni che, per vari motivi, giro per Torino ma non ho mai visto una carrozzina su di un mezzo pubblico e spesso mi sono ritrovato a pensare che mantenere una flotta di cinquanta berline con altrettanti autisti costi decisamente meno… o stipulare una convenzione con le compagnie di taxi, come appunto si è fatto: però le fermate vanno attrezzate dato che giustamente “il disabile ha diritto di prendere il mezzo pubblico… ce ne fosse anche solo uno in dieci anni”.
- Accessibilità web
- Lavorando anche con la PA italiana, sono purtroppo esposto alla legge e so bene quale mostruoso costi comporti rendere non solo XHTML 1.0 Strict ma anche e soprattutto accessibile “all’italiana”, per un non vedente, il software libero che si trova in giro. Ho quindi fatto un giro sul sito della principale associazione di ciechi e ipovedenti d’Italia per scoprire, sulla loro pagina di istruzioni per la consultazione del sito che si tratta di un HTML 4.0 Transitional a tabelle.
Vi domando quindi:
- conoscete dei disabili che prendono i mezzi pubblici?
- conoscete dei non vedenti che navigano realmente su Internet (non vedenti veri, non informatici che usano Fangs o Fire Vox)?
Last update: 2008-05-20

2 Comments
Non conosco disabili che prendono i mezzi pubblici. Non conosco disabili che navigano.
Ho usato gli screen reader e so come i ciechi li usano.
Detto questo, credo che il valore dell’accessibilità stia nell’attenzione che si deve mettere nella progettazione del servizio, informatico o infrastrutturale.
Se riusciamo a realizzare città a misura di disabile (o di bambino), abbiamo facilitato tutti. Se anche il mio amico che sta in carrozzella può arrivare al Gran Canyon, ciò significa che tutti potranno accederci. E’ come il suffragio universale in politica, senza cui non c’è democrazia, non ci può essere partecipazione. Adesso sarebbe scandaloso opporsi al suffragio universale, eppure agli uomini di un tempo non potrà non essere sembrato scandaloso.
Sul fatto che il sito dei disabili non sia “strict”, non c’è molto da stupirsi. In ogni caso anche un sito non strict può essere accessibile; il layout tabellare complica ulteriormente le cose, ma è comunque possibile che il sito risulti accessibile. Teoricamente.
Concordo su tutto… tranne forse per lo spazio di due piccole osservazioni.
1 - Avrei preferito leggere il commento di qualcuno che un navigatore non vedente lo conosce
2 - Considerazione alpinistica fuori tema: sul “tutti devono poter andare ovunque” (esempio del Grand Canyon) non sono d’accordo. Ormai, Italia esclusa, tutti i grandi paesi hanno smesso in montagna di rendere “accessibile/più accessibile” (leggasi catene e chiodi permanenti) le pareti e le vie… per non divagare troppo dirò solo che non è ecologico.
Ciao.