Spunti per il seminario “Energia”

Ieri una mail di Bernardini mi avvisava che:

Sabato 26 gennaio 2008 (…) si terrà (…) un seminario di lavoro, per preparare il 2° Convegno su “Energia e ambiente” che Radicali Italiani ha in programma di organizzare entro la prossima primavera.

Non potrò partecipare ma un paio di spunti provo a scriverli (il secondo potrebbe magari iniziare il lungo cammino di una proposta legislativa).

Premessa

Un pianeta:

  • la cui economia, idealmente in perenne crescita, si basa principalmente su fonti energetiche non rinnovabili;
  • la cui popolazione è in aumento costante;
  • le cui risorse minerarie sono limitate.

Pur sapendo da millenni che πάντα ρεῖ, rifiutiamo di pensare ai punti precedenti nel loro insieme e, se lo facciamo, non vogliamo vederne la contraddizione. Sebbene gli studi per una economia stazionaria siano iniziati oltre trent’anni fa, nella nostra epoca l’idea è purtroppo ancora impresentabile. Attendendo, possiamo agire come progettisti, politici, imprenditori e cittadini.
La rete è colma di idee che si possono seguire per ritardare il collasso: voglio limitarmi a presentare tre suggerimenti non completamente banali che potrebbero forse contribuire alla fermezza della verità del 2008: se ogni lettore scegliesse di applicarne anche solo uno, penso che ne sarebbe già valsa la pena descriverli.

Alimentazione

A meno della vitamina B12 (eventualmente integrabile in quantità e con frequenze estremamente basse) è possibile vivere con una dieta vegana: a differenza dell’attuale, il sistema agro-alimentare derivante sarebbe vicino alla sostenibilità ma i suoi positivi effetti verrebbero presto annullati se non si agisse anche con una dieta locavora, definendo quindi un’alimentazione locavoro/vegana.

Morte

Da anni sono iscritto all’AIDO e alla SoCrem: a differenza del suggerimento precedente, su questo punto sono già preparato. Donazione degli organi e cremazione sono un caso particolare di riuso e smaltimento. Un cadavere, privato degli organi donabili (riuso) è sostanzialmente uno scarto, i cui trattamenti previsti dalla legge non sono a caso diversi da quelli dei rifiuti: l’inumazione (discarica) o la cremazione (incenerimento). La cremazione è certo da preferire: non sottrae terra aggiungendo impianti. Dallo smaltimento, inumazione o cremazione, dovremmo passare anche qui al riciclaggio agricolo, magari legalizzando la liofilizzazione, come si è incominciato a fare in Svezia o, restando nella cremazione, riprendendo parte del calore disperso, come nelle prime esperienze provenienti dal Regno Unito.

Last update: 2008-04-02

11 Comments

  1. Posted January 23, 2008 at 11:20 am | Permalink

    Le scelte etiche e sostenibili sono un tema che mi sta particolarmente a cuore.
    Per quanto riuarda l’energia c’è molto da dire, anche perchè l’informazione è poca.
    Per esempio, le energie rinnovabili, fotovoltaico, solare…io ancora, non ho mica capito niente.Sembra che col fotovoltaico si ottenga molta energia , ma sembra che non ne valga la pena perchè l’energia e le risorse per produrre il silicio contenuto nei pannelli sia ancora maggiore.Poi ho visto alla tv (si, lo so che non è attendibile ma era rai tre) che all’università di ingegneria di firenze avevano progettato un pannello fotovoltaico con il 70% di di silicio in meno di quelli in commercio….
    io ho una casa da ristrutturare, in cui, presto, dovrei tornare a vivere, e non so che fare…

    Insomma, l’idea di un seminario mi sembra azzeccatissima e utile al giorno d’oggi.

    Complimenti anche per i tuoi temi (l’alimentazione e la morte) che spesso sono sottovalutati o addirittura non considerati quando si parla di energia e risorse :)

    Ciao

    Luana

  2. Posted January 23, 2008 at 3:36 pm | Permalink

    Luana: ciao. Il tema dell’energia è davvero vasto. Ci sono molti blog/forum/libri da leggere. Magari prova anche questo libro che ho a casa

    energy handbook

    Alcune cose descritte non sono ovviamente valide per l’Italia ma fornisce davvero una buona panoramica.
    Sul solare posso dirti che
    a) si deve distinguere tra termico (scaldare l’acqua per uso sanitario o per il riscaldamento) e fotovoltaico (per avere elettricità).
    b) in generale il discorso a cui accenni può essere vero ma per i pannelli di entrambi i tipi per casa tua c’è certo ancora spazio :) si tratta di spendere soldi quindi un progetto è necessario (non ci sono soluzioni sempre valide, si deve capire bene il costo, i tempi di ritorno economico ecc). Magari riesco a trovare qualche riferimento in toscana per te. Ciao.

  3. Posted January 23, 2008 at 5:44 pm | Permalink

    Grazie Carlo,
    Cercherò di procurarmi il libro che hai consigliato, sperando che non sia troppo per i miei neuroni :)
    Ciao
    Luana

  4. Posted January 24, 2008 at 11:15 am | Permalink

    Non mi piace quel “Alcune cose descritte non sono ovviamente valide per l’Italia” :) in senso ironico ovviamente…perche’ deve essere ovvio che alcune cose in italia non siano valide ? :)

    Purtroppo i pannelli solari hanno un elevato costo e se uno li analizza si rende conto che il tempo di ammortizzarli ed e’ gia’ ora di cambiarli, quindi in realta’ un vantaggio economico non c’e’. Per quello ecologico non saprei, ma non vorrei che fosse come per gli ecoincentivi che spingono a sostituire una vettura euro0 con una euro4, senza tenere in considerazione i costi ecologici nel produrre la euro4 che magari sono superiori al vantaggio di togliere di mezzo una euro0.

    Se uno deve ristrutturare ed ha soldi in abbondanza puo’ valutare la scelta dei pannelli solari (per elettricita’ o acqua calda), altrimenti non penso che sia affrontabile (uscire con 20/30 mila euro e aspettare 20 anni per ammortizzarli non e’ cosa che puo’ fare chiunque).
    Sarebbe bello poter fare dei gruppi di cittandini come in danimarca (o olanda ?) dove insieme acquistano sistemi eolici e si dividono gli incassi, ma l’eolico e’ un pugno nell’occhio paesaggisticamente e inquina acusticamente.
    Boh, a me piacerebbe che si incentivasse la ricerca su come trattare materiale radioattivo per renderlo innocuo (dal punto di vista fisico, non trovare un buco abbastanza profondo), sarebbe una bella scoperta scentifica.

  5. Posted January 24, 2008 at 12:53 pm | Permalink

    BestKevin: ok, ironico. :) Il motivo ovvio è che ci sono differenze tra gli Stati Uniti e l’Europa (tensione elettrica, normativa ecc…) ma il grosso è comunque valido e facilmente ripensabile per noi.

    Per l’economia dei pannelli non si può dire si/no al colpo: si deve analizzare il singolo caso e non trattare alla stesso modo termico e fotovoltaico (sono ben diversi). Perché poi questo post si sia sviluppato sul solare, resta un mistero, dato che non ne avevo scritto. :)

    I numeri poi non sono così alti come dici, pur ribadendo che si deve analizzare il singolo caso e la singola… casa. :)

    Sull’eolico speriamo di avere buone sorprese dall’eolico in quota (niente pale… tutta un’altra storia). :)

    Il “materiale radioattivo” al momento è solo un’altra fonte di energia non rinnovabile e, dato che indirettamente hai parlato di EROEI, vai a vedere (oggi, non in un ipotetico futuro) quali sono i reali costi del “materiale“. :)

  6. Posted January 24, 2008 at 2:29 pm | Permalink

    Concordo sul fatto che si deve studiare caso per caso, comunque i costi non sono di molto diversi, se non ricordo male queste sono le cifre che circolano e che sono venute fuori parlando con un amico che lavorava in Enel quando era pubblica e potevano spendere i soldi in ricerca.
    Forse il tema si e’ rivolto al solare perche’ e’ probabilmente l’unico che puo’ essere toccato dai cittadini normali, visto che le altre tecnologie non si possono usare in casa :) e probabilmente sono quelle che quindi sviluppano il maggiore interesse (economico da ambi i lati: venditori/produttori e acquirenti)
    Che il nucleare costi non ci sono dubbi, io non dico che sia economica, dico pero’ che possa rappresentare il male minore. Da quanto tempo si parla di alternative e quanto sono usate e quanto sara’ la loro resa in futuro ? Quello che mi spaventa, e che spaventa penso tutti, sono i rischi radioattivi del nucleare, sia in caso di incidenti che per le scorie. Esistesse un modo per eliminare questo pericolo (probabilmente un sogno, non sono un fisico), si potrebbe cambiare idea in proposito ?
    Io vivo nella piena disillusione che tante cose che ci vendono per prossime a venire non saranno mai, ma siano solo modi per spendere i soldi pubblici in ricerche che non portano a nulla :) per questo credo poco in chi vende le tecnologie di domani, mentre le crisi energetiche sono oggi.
    PS: non credo molto nemmeno nell’effetto serra provocato dal CO2 in realta’, ma credo nei blackout :)

  7. Posted January 24, 2008 at 3:20 pm | Permalink

    BestKevin: forse il tuo amico dell’Enel consuma molta elettricità e scalda molto la casa… le cifre oggi sono più basse… ma non divaghiamo (se vuoi, ti mando un collega). :)
    Io mi stupivo non tanto che si parlasse di solare qui… quanto di energia: il seminario è sull’energia ma io non ho citato alcuna fonte di energia nel mio post (tranne un cenno sui morti). :)
    Parlare di alternative, da quel che ho capito, è (per fare un paragone che conosciamo) parlare di “software gratis” intendendo “libero”: da evitare. :) Comunque con i costi in aumento per risorse *finite* le rinnovabili avranno un ovvio esito.
    Per la radioattività: anche la si eliminasse, forse non ho spiegato bene quale è il problema… la quantità di uranio (o altro elemento a tua scelta) sulla terra è una quantità *finita* quindi, in questo senso, non è qualitativamente diverso il discorso da quello di petrolio/gas/carbone.
    Per quanto riguarda poi le tecnologie di domani, anche io non le conosco: conosco delle tecnologie di oggi che possono fare la differenza, basta studiarle.
    Su quel che credi a riguardo della CO2 poi, sorvolo per non darti troppe spunti in un colpo solo.
    Grazie, ciao. :)

  8. Posted January 24, 2008 at 5:13 pm | Permalink

    Le discussioni sono belle perche’ consentono il confronto e il quoting porta ad avere alberi di discussione le cui foglie non puoi predire :) Visto ? si parte dai morti e si arriva al CO2 :)
    Comunque aspettiamo queste tecnologie del futuro ;)
    Per il CO2, da it.wikipedia.org alla voce “anidride carbonica:

    “L’ipotesi del riscaldamento globale compare nella letteratura scientifica per la prima volta alla fine del XIX secolo. L’aumento della quantità di anidride carbonica nell’atmosfera va ad incrementare l’effetto serra e contribuisce quindi ad un rapido riscaldamento del pianeta al quale gli ecosistemi non hanno il tempo necessario per adattarsi. L’entità di questo effetto è ancora in discussione, ma la diffusissima convinzione che stiamo in effetti attraversando una fase di riscaldamento generalizzato del clima terrestre ha portato molti paesi del mondo a siglare il protocollo di Kyōto, un accordo in cui le nazioni si impegnano a limitare e ridurre le emissioni di biossido di carbonio.

    Negli ultimi anni, però, con l’aumento dei dati raccolti, soprattutto grazie a carotaggi nei ghiacci, vi sono numerosi pareri, anche molto autorevoli, fortemente critici verso questa teoria.”

    Vabbe’, wikipedia non e’ certo L’Autorevolezza, ma insomma, da l’idea che non tutti (gli scienziati) concordano.

  9. Posted January 24, 2008 at 5:22 pm | Permalink

    BestKevin: ancora una volta allora, in omaggio alle foglie non prevedibili :) leggo un argomento prevedibile: la CO2.

    E’ un argomento molto di moda ma che devia pesantemente dal cuore del problema che ho cercato di descrivere: la quantità _fi_ni_ta_ di idrocarburi sul pianeta. Anche se le attuali, preponderanti tecniche di trasformazione dell’energia (*) non avessero il minimo impatto ambientale, puntare il più possibile verso le tecniche rinnovabili di trasformazione dell’energia sarebbe comunque un imperativo.

    Il discorso dell’anidride è importante ma distrae dal problema principale (vedi i tre punti della Premessa di questo post).

    (*)
    anche se lo fanno tutti, non credo sia molto corretto parlare di
    “produzione di energia”: l’energia non si produce… si trasforma e
    basta… e parlare di “produzione” può portare a pensieri davvero
    devianti.

  10. Posted January 24, 2008 at 5:30 pm | Permalink

    Ok, tornando al problema degli idrocarburi e la loro finitezza, penso che quello dell’energia sia un problema secondario. La fine del petrolio comporta problemi ben maggiori quali la fine delle plastiche e di molti altri materiali e beni non diversamente costruibili. Mentre l’energia in qualche modo la puoi ottenere da qualcosa, basta guardarsi attorno per capire che non tutto e’ fattibile con altro: il monitor ad esempio, giusto per guardare davanti :)
    Quindi, quello dell’energia e’ un problema secondario e risolvibile, rimane quello intrinsecamente legato alla mancanza di materia prima per tutti gli altri usi. IMHO.

  11. Posted January 24, 2008 at 5:58 pm | Permalink

    Stai arrivando a concordare con me. :)
    Il problema dell’energia non è secondario, ti manca questo per concordare. :)
    E’ primario. Quanta energia ci vuole per produrre un dato bene, anche derivato da idrocarburi? Usando una frase celebre “quanti barili di petrolio servono per estrarre un barile di petriolio?” (oggi ne serve un quinto, cento anni fa era ne bastava un centesimo).
    Quando poi scrivi “alla mancanza di materia prima per tutti gli altri usi” forse perché (non te ne faccio un torto) ipotizzi come è “normale” oggi
    - popolazione in continua crescita
    - domanda in continua crescita
    Torniamo ai tre punti della premessa: sono dati per scontati da tutti ma non si possono avere assieme in ogni condizione.
    Prova a leggere I nuovi limiti dello sviluppo: l’approccio sistemico sono sicuro che ti piacerà.

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