La solitudine dei numeri primi

Leggo pochissimo in italiano e meno ancora di italiani: quando però ho visto assegnare lo Strega al più giovane premiato della storia (un fisico, torinese peraltro) l’ho subito sentito abbastanza simpatico da volerne leggere l’opera. :)

Nella prima prima metà ho sentito le descrizioni così nette che, dovendole raccontare, citerei la sinestesia. Nella seconda ho riconosciuto molte mie caratteristiche… o della mia generazione – anche se mi chiedo quando siano in realtà peculiari:

  • non aver nessuna voglia di scelte definitive, a parte quella della fuga;
  • costruirsi bastioni mai abbastanza alti di matematica o altro, per isolarsi da antiche colpe (proprie o altrui);
  • illudersi di scegliere e amare;
  • essere sempre pronti per il sesso ma mai abbastanza per voler davvero diventare padri.

Queste banali osservazioni non fanno certo vincere lo Strega e nel libro infatti c’è altro, scritto in ben diverso modo.

4 responses to “La solitudine dei numeri primi”

  1. kr1zz

    Su anobii avevo letto una recensione piuttosto negativa del libro, invece tu lo rendi interessante…lo aggiungerò alla whishlist. A proposito, cosa aspetti a registrarti e ad aggiungermi come amico? ;-)

  2. kr1zz

    Forse ho messo troppi link? :-P

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