Voglio provare a scrivere un post particolare: la “recensione” di un libro che certamente suggerisco… del quale descriverò gli aspetti, secondo me, in qualche modo negativi che proprio non posso fare a meno di riportare.
Cento Watt per il prossimo milardo di anni ha un inizio straordinario e una prosa particolare, interessante: la descrizione dei tre flussi di energia fondamentali del pianeta, seppur breve, è molto chiara e certo utile (e su questo punto penso che ritornerò in un prossimo post) e sono certo tanti i motivi per cui vale la pena leggerlo che posso subito passare ai punti che mi hanno davvero lasciato perplesso. :)
A pagina 100, dopo aver descritto l’argomento centrale del breve volume, gli autori scrivono
Questi uomini figli della scienza si sono posti il compito di operare in modo tale che esseri umani memori del loro insegnamento possano esistere tra un miliardo di anni.
Questa è solo una speranza: nessuno, Sartorio incluso, ha oggi idea di come si possa transitare verso un modello di società sviluppata termodinamicamente non instabile; sappiamo che dobbiamo provare a trovare la strada verso questo sistema ma non è assolutamente detto che ci si possa riuscire… una specie animale (in particolare poi tra i mammiferi) vive alcuni milioni di anni: perché dovremmo riuscire a spingerci così nel futuro? Può essere una speranza, appunto (quindi piuttosto di “figli della scienza” direi “figli della nostra speranza nella scienza”): personalmente credo che ci estingueremo molto prima.
Da pagina 124 a pagina 126, gli autori, evidenti estimatori di Wright, si avventurano nella descrizione di un modello (di sistema e di controllo) di una unità abitativa – di una semplicità imbarazzante – sentendosi competenti e autorizzati (forse dalla loro laurea in Fisica?) a dare consigli agli architetti e agli ingegneri. Onestamente, come ingegneri (o architetti) non abbiamo bisogno di suggerimenti su come fare il nostro mestiere da parte dei fisici… riusciamo anche senza di loro a ideare (e progettare!) la casa passiva, la CasaClima e, per i controlli attivi, anche qui non abbiamo bisogno di suggerimenti sulla domotica! Come il lettore avrà compreso, questa parte mi ha davvero seccato (e per me è raro).
Infine, a pagina 134, gli autori ci fanno calare dall’alto, improvvisamente, questa affermazione:
(…) le opere monumentali (per una cività) (…) possono essere indizio di decadenza.
Ammesso e non concesso che questo si sia verificato in un numero significativo di casi per civiltà del passato, alcuni riferimenti bibliografici sarebbero stati più che graditi!
Aggiornamento (2008-12-23): gli autori hanno risposto a queste osservazioni, si veda il post Altri 100 Watt.
Last update: 2008-12-23
