Durante lo scorso mese di dicembre, ho quasi terminato il libro “Ecofisica” di Sertorio e Renda, dei quali avevo già scritto: a gennaio, la nascita di mio figlio ha reso più difficile per me trovare tempo e voglia, alla sera, per leggere sistemi di equazioni differenziali. :)
Iniziandolo, mi sono chiesto quanto fossi arrugginito: un po’ lo sono ma riesco ancora a difendermi bene; sono riuscito a comprendere la costruzione dei diversi modelli esposti dagli autori nei vari capitoli, anche perché i metodi matematici usati sono sostanzialmente quelli usati in corso come “Fisica 2″, per capirci. Ovviamente ho faticato di più laddove si accennava alla meccanica quantistica ma anche qui per fortuna non ho incontrato fiumi di analisi superiore o di altre parti di matematica avanzata.
È un libro interessante: onestamente non ho preso appunti per una recensione particolareggiata. :) Comunque, una delle cose che mi sono rimaste più impresse, pur non essendo nel capitolo matematicamente più ricco, è la presentazione del modello della distribuzione d’equilibrio del numero di membri, di una data specie, in funzione della massa tipica dell’individuo della stessa, dal quale si ricava che il numero di esseri umani è da mille a centomila volte superiore al valore che si otterrebbe applicando il modello precedente. Di fronte a risultati simili, mi viene spontaneo usare la classica espressione “ognuno tragga le proprie conclusioni”.
