Tag Archive for 'Fai notizia'

Karl Unterkircher

Enrico:

Quando si parla, con un fare politicamente corretto e un pudore che sa di paura, di scelte di fine vita, quasi a esorcizzare la morte della quale abbiamo più paura di quanta non ne avessero gli antichi che la percepivano come fatto quotidiano, vivere trenta e qualche anno e morire nella fascia della morte in un crepaccio, pur non essendo un fatto gioioso lo è certamente di più di quanto non lo sia morire di fame come Nuvoli perché lo stato clerico fascista ti impone di soffrire.

Per morire bisogna vivere e questo uomo certamente ha vissuto.

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Aurelio Peccei

In some way, a century after his birth, Aurelio Peccei is still standing.

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Strettamente crescente?

Lo scorso 7 marzo, il CIDAS ha organizzato una conferenza del Prof. Renato Angelo Ricci dal titolo “L’energia nucleare nel contesto energetico-ambientale”.

Non ho potuto partecipare ma il CIDAS stesso mi ha gentilmente inviato il libretto riassuntivo della serata: devo subito dire che, rispetto al precedente, la trattazione è decisamente più sobria, senza le cadute di stile e i rozzi attacchi a chi la pensa diversamente sul nucleare che invece erano appunto ben numerosi nel testo di Battaglia; mi è quindi piaciuto subito di più… cosa che non mi impedisce comunque di elencare alcune critiche. :)

(pag. 6) l’aumento (1840-2000) del fabbisogno energetico è (stato) più rapido della crescita della popolazione…

Considerando i dati al 2005 (e non al 2000), il rapporto - ben più significativo - di barili di petrolio equivalenti pro capite all’anno, non si è mosso molto tra il 1979 e il 2004.

(pag. 6) la domanda di petrolio è prevista crescere del 60% entro il 2020.

Magari la domanda crescerà pure… ma l’offerta (secondo previsioni della IEA, riportate dal Wall Street Journal… due gruppi non proprio di green warrior :-D) si ridurrà di 12,5 milioni di barili al giorno da qui al 2015, equivalenti purtroppo a circa il 15% dell’estrazione mondiale: una quantità che non potrà - a parità di tempo - venire sostituita da nessun mix di altre fonti energetiche.

A pagina 8, una delle cose che ho apprezzato di più: un riferimento al rendimento termodinamico del secondo ordine; solo da poco gli ingegneri hanno iniziato a considerarlo nella progettazione delle macchine… la crescita indicata è quindi in parte indiretta. Suggerisco di leggere il bellissimo articolo Storia dei concetti di efficienza energetica e di rendimento del secondo ordine di Luigi Capuozzo, nel quale il tema nucleare non è trattato, se non in un breve cenno (quasi trascurabile):

Negli anni settanta, Amory Lovins, fisico, educato a Harvard e Oxford, sostiene, applicando il criterio di efficienza del secondo ordine, l’idea che l’energia nucleare è antieconomica, in quanto essa produce energia ad alta temperatura e la utilizza a temperatura bassa.

Passando poi direttamente ai riferimenti nucleari, Ricci riporta un “classico” esempio:

(pag. 20) la convenienza economica oltre che ambientale (del costruendo EPR finalndese)

Ci si riferisce qui all’unico reattore nucleare attualmente in costruzione in Europa… pur non essendo i finlandesi famosi per la lentezza delle loro opere pubbliche (o per gonfiare i preventivi) è noto che siano già in ritardo con la consegna di due anni e abbiamo sforato di oltre un miliardo di Euro.

Infine, l’autore ha (a pagina 32) critiche anche per l’Italia:

E’ chiaro che sarà estremamente improbabile che l’Italia possa raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2020 (20% di riduzione delle emissioni di gas serra, 20% di contributo dalle energie rinnovabili e 20% di risparmio energetico).

Può darsi che l’autore abbia ragione… ma viene proprio a Torino a dire queste cose? La Regione Piemonte ha infatti da poco attivato un piano per provare ad essere la prima regione d’Italia nel raggiungimento di questi risultati… e le dichiarazioni di Bresso non sono certo filo-atomiche. :)

Voglio infine rivolgere una personale preghiera ai miei amici “business as usual”: dato che tutti noi, grossomodo verso la terza elementare, abbiamo imparato che, nella fisica terrestre, di sistemi (oltretutto non instabili) con una qualche grandezza tendente a infinito NON CE NE SONO… potreste, anche senza convinzione, inserire ogni tanto nei vostri documenti qualche diagramma di funzioni non strettamente crescenti? Grazie. :)

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Un decrementista inconsapevole

Lo scorso 28 gennaio, il CIDAS ha organizzato una conferenza del Prof. Franco Battaglia dal titolo “L’illusione dell’energia dal sole”.

Non ho potuto partecipare (a differenza della precedente, per la quale scrissi un post) ma il CIDAS stesso mi ha gentilmente inviato il libretto riassuntivo della serata, il cui scopo dichiarato è di mostrare come l’energia solare abbia unicamente dei problemi, mentre al contrario l’energia nucleare sia una scelta obbligata. Non sto a difendere il solare perché non credo sia questo il vero cuore della questione (per chi invece proprio volesse leggere uno spunto a proposito, consiglio questo post sul blog di ASPO Italia o l’appello a sostegno delle energie rinnovabili, sottoscritto da oltre mille docenti e ricercatori italiani).

Nella premessa al breve testo, l’autore scrive che

(una politica energetica, ndr) è obbligata a inserire (in agenda, ndr) - piaccia o no - il contributo nucleare

Non mi è chiaro quel “o no” a chi si rivolga e me ne stupisco, essendo il CIDAS composto da liberali (come, storicamente, il sottoscritto). Nel caso si intenda contro il volere dei cittadini, si tratterebbe di una scelta illiberale, nel caso si intenda contro il volere del mercato, si tratterebbe invece di una scelta illiberista (attualmente sia il nucleare che il solare ricevono, in qualche forma, finanziamenti).

Infine, nella chiusura, scrive:

Ma cosa deve accadere affinché l’energia solare torni ai fasti del passato? Deve accadere che la popolazione mondiale torni a essere meno di quel mezzo miliardo di anime che hanno popolato il mondo quando era il sole a soddisfarne al 100% i bisogni energetici. Detto altrimenti, perché l’energia solare torni ai fasti del passato è necessario che 6 miliardi di noi ci risolvessimo a morire. Ecco perché ritengo che tra i grandi mali che l’umanità ha dovuto subire per causa di sé stessa (nazismo, comunismo, terrorismo) vi è anche l’ambientalismo Verde. I cui programmi, se attuati, lo rendono più pericoloso di nazismo, comunismo e terrorismo messi insieme.

La crescita alla popolazione attuale è avvenuta proprio con le energie non rinnovabili (carbone, gas, idroelettrico, petrolio e nucleare). Battaglia non può non sapere che con l’attuale 94% di dipendenza da queste fonti, non è possibile sostenere a tempo indeterminato questa popolazione.

Non esiste ingegneria di processo o di prodotto, stile di vita o altro in grado di mantenere, pur nella poco realistica ipotesi di popolazione e consumi energetici stabili, i valori attuali con energie non rinnovabili.

Un rientro (dolce, consapevole e volontario oppure traumatico) della popolazione è inevitabile.

Nessuno si risolverà certo a morire ma, nell’ipotesi di un rientro traumatico, i milioni di morti provocati dai totalitarismi del ventesimo secolo saranno al confronto poca cosa… e della loro morte (e, prima ancora, della loro incosciente nascita) non sarà né facile né utile attribuirne la colpa genericamente ai “verdi”.

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Come voterò?

Delle tante, possibili stupide categorizzazioni che si possono utilizzare per dividere i gruppi nella politica italiana, al momento l’unica, forse poco propagandata, che trovo utile è quella sviluppisti/decrementisti.

Chi sono gli sviluppisti? Tutti i partiti (tutti, assolutamente tutti). I decrementisti sono, nei casi migliori, piccole minoranze (ad esempio nel PCdL, PdL, PD/RI, Sinistra-Arcobaleno eccetera… minoranze “trasversali” quindi). Ciascun partito, per motivi diversi, ha ancora ben presenti i riferimenti (ormai vorrei dire i miti) delle classi, della fabbrica, della crescita, della popolazione ecc…

Da quel che ho letto dai compagni di RD, poche sere fa, a Torino, ad una domanda precisa di Guido Ferretti sul picco, il nostro Ministro Bonino ha risposto di non sapere se ci sia o meno, mentre si è detta preoccupata dell’alto livello del prezzo del petrolio (perché costituisce un problema per la cre-sci-ta).

Avrei potuto capire se la domanda di Guido fosse stata diversa… e se la risposta fosse stata

Non so se la Teoria di Olduvai sia buona o meno ma…

Capisco che in campagna elettorale si debba se non essere, almeno sembrare ottimisti… ma dire “non so se ci sia il picco” non lo posso prendere come niente fosse, dai!

Cosa voterò credo ormai sia quasi trascurabile, quindi come voterò? Mestamente.

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