Lo scorso 28 gennaio, il CIDAS ha organizzato una conferenza del Prof. Franco Battaglia dal titolo “L’illusione dell’energia dal sole”.
Non ho potuto partecipare (a differenza della precedente, per la quale scrissi un post) ma il CIDAS stesso mi ha gentilmente inviato il libretto riassuntivo della serata, il cui scopo dichiarato è di mostrare come l’energia solare abbia unicamente dei problemi, mentre al contrario l’energia nucleare sia una scelta obbligata. Non sto a difendere il solare perché non credo sia questo il vero cuore della questione (per chi invece proprio volesse leggere uno spunto a proposito, consiglio questo post sul blog di ASPO Italia o l’appello a sostegno delle energie rinnovabili, sottoscritto da oltre mille docenti e ricercatori italiani).
Nella premessa al breve testo, l’autore scrive che
(una politica energetica, ndr) è obbligata a inserire (in agenda, ndr) - piaccia o no - il contributo nucleare
Non mi è chiaro quel “o no” a chi si rivolga e me ne stupisco, essendo il CIDAS composto da liberali (come, storicamente, il sottoscritto). Nel caso si intenda contro il volere dei cittadini, si tratterebbe di una scelta illiberale, nel caso si intenda contro il volere del mercato, si tratterebbe invece di una scelta illiberista (attualmente sia il nucleare che il solare ricevono, in qualche forma, finanziamenti).
Infine, nella chiusura, scrive:
Ma cosa deve accadere affinché l’energia solare torni ai fasti del passato? Deve accadere che la popolazione mondiale torni a essere meno di quel mezzo miliardo di anime che hanno popolato il mondo quando era il sole a soddisfarne al 100% i bisogni energetici. Detto altrimenti, perché l’energia solare torni ai fasti del passato è necessario che 6 miliardi di noi ci risolvessimo a morire. Ecco perché ritengo che tra i grandi mali che l’umanità ha dovuto subire per causa di sé stessa (nazismo, comunismo, terrorismo) vi è anche l’ambientalismo Verde. I cui programmi, se attuati, lo rendono più pericoloso di nazismo, comunismo e terrorismo messi insieme.
La crescita alla popolazione attuale è avvenuta proprio con le energie non rinnovabili (carbone, gas, idroelettrico, petrolio e nucleare). Battaglia non può non sapere che con l’attuale 94% di dipendenza da queste fonti, non è possibile sostenere a tempo indeterminato questa popolazione.
Non esiste ingegneria di processo o di prodotto, stile di vita o altro in grado di mantenere, pur nella poco realistica ipotesi di popolazione e consumi energetici stabili, i valori attuali con energie non rinnovabili.
Un rientro (dolce, consapevole e volontario oppure traumatico) della popolazione è inevitabile.
Nessuno si risolverà certo a morire ma, nell’ipotesi di un rientro traumatico, i milioni di morti provocati dai totalitarismi del ventesimo secolo saranno al confronto poca cosa… e della loro morte (e, prima ancora, della loro incosciente nascita) non sarà né facile né utile attribuirne la colpa genericamente ai “verdi”.
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